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BARCO MADDALENA
Il
complesso conosciuto con il nome di Barco Maddalena, dal nome di uno
dei proprietari, è un classico esempio di architettura rurale del
territorio vicentino. Esso è composto da un corpo centrale, la
vecchia torre colombara, affiancato da due barchesse. II barco
doveva essere già costruito nel XVI secolo, forse come complesso
dominicale dei conti Cavaggioni, visti i caratteri architettonici
della breve facciata d'angolo tra via Palù e via Cavajon. L'intero
complesso compare in una mappa di Grumolo de1 1673. Il complesso del
barca dopo le famiglie Cavajon, Vecchia e Maddalena è passato in
proprietà alla famiglia Dal Ferro di Thiene.
LOCALITA'
Via Cavajon
Lungo la Provinciale Zugliano-Thiene, all'altezza dell'incrocio che
porta a Centrale, di fronte alla pizzeria 6 Camini.
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VILLA VECCHIA-MADDALENA
La villa Vecchia-Maddalena fu edificata nell'ultimo decennio del
Settecento dalla famiglia del nobile Angelo Vecchia che acquistò un
bellissimo poggio panoramico di proprietà del Monastero di S.
Bartolomeo di Vicenza. Questa altura naturale, chiamata il Castelliero
a ricordo della ubicazione di una probabile opera di fortificazione,
era occupata da una costruzione utilizzata come monastero e
foresteria, a cui si accedeva mediante una strada, ora dismessa,
facilmente ricostruibile nel suo andamento sulla collina.Non ci è dato
di sapere quanto i nuovi edifici della villa abbiano utilizzato le
murature esistenti. È facilmente intuibile, invece, che fu necessario
un consistente investimento economico non solo per la costruzione
della villa ma soprattutto per le opere di terrazzamento e di
contenimento realizzate. Alla villa si accede mediante una strada che
inizia con un portone a due pilastri di pietra massicci e si inerpica
sulla collina.Per entrare nella corte interna bisogna oltrepassare un
portone con arco a tutto sesto sulla cui chiave è scolpito lo stemma
nobiliare della famiglia Vecchia. La villa si compone di un corpo
padronale dalla forma semplice e compatta, con il prospetto principale
ad ovest scandito da una trama di finestrature rettangolari,
perfettamente simmetriche, e concluso da un frontone triangolare a
timpano con un disegno a fresco al centro rappresentante un cigno. Sul
timpano vi sono poi alcuni vasi ornamentali in pietra. Il corpo
padronale della villa è articolato in due piani nobili con stanze
molto alte, collegati da una monumentale scalinata che porta anche al
granaio. Vi è inoltre un piano adibito a locali di servizio sullo
stesso livello del giardino all'inglese ancora esistente e in cui si
segnala la presenza di alberi e arbusti di una certa rarità botanica.Molto
interessante è la barchessa con portico, stalle, fienile e abitazione
del gastaldo il cui prospetto principale, a sud, è scandito da sette
archi a tutto sesto e soprastanti aperture a oculo. Degna di nota è la
splendida pavimentazione del portico con corsie in lastre di pietra di
Asiago e salizo in ciottoli di fiume a disegno di diverso colore. Del
complesso faceva parte anche un oratorio privato nominato nelle visite
pastorali dei vescovi padovani e soppresso intorno al 1870, quando fu
trasferita una statua della Madonna da questo oratorio alla cappella
del Carmine in S. Maria Maddalena di Grumolo. Tra il 1887 e il 1896 la
villa passò in proprietà alla famiglia di Domenico Maddalena, uno dei
primi sindaci del comune di Zugliano, la cui famiglia, poi
trasferitasi a Roma, ne conservò la proprietà fino a pochi anni fa.
Durante la prima guerra mondiale la villa divenne sede di un
ospedaletto da campo inglese, come è testimoniato anche dalle scritte
sulle porte in lingua inglese che indicavano le destinazioni.
LOCALITA'
Via Castelliero
Lungo la Provinciale Zugliano-Thiene, poco dopo il Centro sportivo
comunale, sulla sinistra. |
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VILLA BASSI
Questa villa risalente alla prima metà del 1400 presenta un
prospetto principale caratterizzato da un arioso portico con loggia.
La facciata è arrichita da 5 statue di probabile fattura seicentesta.
l'interno
della Villa è ancora conservato nelle sue articolazioni originarie
con due piani nobili molto alti con soffitto a travature. In una
sala del piano terra si può notare uno splendido camino
cinquecentesco in pietra con cappa in legno.La villa costruita
probabilmente nella seconda metà del cinquecento dalla nobile
famiglia Terzo di Vicenza. Essa doveva consistere originariamente in
tre livelli di due stanze passanti per piano che davano, e danno,
all'edificio una forma compatta con tetto a due falde simmetriche.
In una mappa dell'archivio privato della famiglia G. Maddalena di
Roma del 1673, è abbozzata la proprietà della famiglia Terzo con la
casa dominicale del sig. Francesco Terzo; malgrado la villa appaia
appena delineata si può comunque intravedere la disposizione
perpendicolare del corpo padronale e dei rustici con la corte ben
delineata da un muro di recinzione. Nella seconda metà del
settecento la villa passò in proprietà ai Monza di Vicenza fino alla
fine del XVIII secolo quando fu acquistata da Gio. Batta Fabretti.
La
famiglia Fabretti probabilmente non risedette mai nella villa che fu
invece affittata nel 1788 a Gregorio Bassi e ai suoi figli, Antonio
e Andrea, di Grumolo Pedemonte. Nel 1800 dopo la morte di Gregorio,
l'affitto fu trasferito al figlio di lui, Antonio, che abitava nella
villa, per una durata di anni 21 e cioè fino al 1821, visto il buon
comportamento di Antonio Bassi. Nel Catasto Austriaco del 1843 la
proprietà della villa risulta ancora essere della famiglia Bassi la
quale tra il 1850 e il 1860 ingrandì la villa nel lato nord per
creare nuovi spazi abitativi. Alla morte di Antonio Bassi, avvenuta
a Verona i l6 maggio 1869, la sua proprietà passò, per disposizione
testamentaria, agli abitanti di Grumolo e con essa la villa dove
risiedeva. Attualmente l’edificio di proprietà della Fondazione
Bassi, che è stato recentemente ristrutturato e restaurato, ospita
un ristorante.
LOCALITA'
Via Chiesa
alla strada provinciale Zugliano-Thiene, si svolti a destra
all'altezza della Pizzeria 6 Camini, in direzione Centrale.
All'altezza della prima curva, tenere la destra.
Fronte Chiesa Parrocchiale di Grumolo Pedemonte.
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San Biagio |
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