GEMELLAGGI

 

- COMUNE DI AGORDO
- CITTA DELLA SPERANZA


AGORDO - Provincia di Belluno
Agordo, capoluogo dell’Agordino (comprensorio di 16 comuni), conta 4.500 abitanti. Si trova a 611 m slm ed è circondata da splendide montagne dolomitiche: l’Agner, le Pale di San Lucano, la catena del Tàmer-S. Sebastiano, la Moiazza e più a nord il Civetta e la Marmolada, regina delle Dolomiti.

Fin dal secolo scorso, Agordo è un importante centro dell’alpinismo internazionale, per la vicinanza alle pareti del Civetta (il regno del 6° grado) e dell’Agner (con i 1600 metri della sua parete nord è la più lunga verticale delle Dolomiti); la Sezione Agordina del C.A.I. fu fondata nel lontano 1868, quarta in Italia e prima delle Alpi Orientali.

  Un caffè al “Miniere”. Il visitatore che si fermi nella bella Piazza della Libertà potrà ristorarsi in uno dei numerosi bar e magari scegliere proprio il “Caffè Miniere”, che ricorda nel nome l’attività per la quale Agordo è stata famosa nei secoli. Sembra infatti risalire all’epoca romana l’attività estrattiva, anche se si hanno documentazioni certe solo a partire dal Quattrocento. La miniera di pirite cuprifera di Valle Imperina (oggi sottoposta a recupero), la più importante del Veneto, fu sfruttata fin dal 1482 e venne chiusa nel 1962. Legato alla storia delle miniere troviamo il prestigioso Istituto Tecnico Industriale Minerario “U. Follador”, fondato da Quintino Sella nel 1867 per formare in loco i tecnici da impiegare nell’attività di estrazione e lavorazione del metallo. Ospita il Museo mineralogico e paleontologico, con oltre 5000 campioni di minerali, rocce, fossili e reperti archeologici.

Oggi, invece, Agordo è sede di importanti attività produttive nei settori metalmeccanico, plastico e ottico: da sottolineare la presenza della Luxottica, leader mondiale nella produzione di occhiali.

Risale al 1988 l’idea del gemellaggio di Zugliano con il Comune di Agordo. Fu grazie alla passione per la storia locale ed alla ricerca dell’allora parroco di Zugliano Don Danilo Povolo, che è nato questo legame con la comunità Agordina, ovvero tutti i comuni di quella zona, Agordo, la Valle, Cencenighe e molti altri.
Il gemellaggio getta le sue radici e trova spunto nella storia lontana più di un secolo fa, quando a Zugliano, lungo le rive del torrente Astico sorse uno stabilimento per la lavorazione dei cascami di seta. Era il 1867 e questa era la seconda iniziativa in Italia di industria per la filatura dei cascami. Lo stabilimento richiedeva molta manodopera, circa 3-400 operai e mentre per la manodopera maschile la zona presentava molta disponibilità mon cosi fu per quella femminile, in quanto si sussurrava che le donne a quel tempo si sentivamo umiliate ad andare a lavorare “sotto padrone”.
Fu così, che per merito di venditori ambulanti e artigiani veri che scendevano dalla valle del Cordevole e dalle Dolomiti nella stagione invernale, la notizia giunse in quel di Agordo e dintorni dove la chiusura delle miniere di pirite portò le famiglie alla fame e si sopravviveva grazie agli scarsissimi raccolti della terra e del bosco ed ai prodotti della pastorizia. Ecco allora la necessità di emigrare verso verso le vicine pianure venete o verso l’Australia, l’America la Svizzera e la Germania. E per una comunità che si svuota a causa di questa emigrazione, un’altra, e in questo caso quella di Zugliano, una ne godè i frutti, che dalla tenacia e dal buon sangue Agordino rifiorirono come a nuova primavera. Questa in poche parole la storia del legame che unì nel secondo scorso i due paesi : Agordo e Zugliano.

 

CITTA' DELLA SPERANZA

La Città della Speranza nasce il 16 dicembre 1994 con il preciso scopo di raccogliere fondi da destinare poi alla realizzazione dei nuovi reparti di degenza e di day hospital oltre che dei laboratori dell'Oncoematologia Pediatrica della Clinica Pediatrica di Padova.Premettendo come principi fondamentali alla realizzazione degli scopi sopra citati, l'impegno gratuito da parte dei partecipanti all'impresa, la trasparenza e la volontà della gestione diretta dei progetti finanziati.Tutto ciò ha reso possibile la credibilità da parte di tutti coloro che hanno contribuito con i loro finanziamenti a realizzare le opere volute dalla Fondazione.

Con il passar del tempo è cresciuta intorno alla Fondazione la consapevolezza che un corretto e trasparente agire apre le porte alla fiducia delle persone e delle istituzioni. Ciò ha portato a far si che la Fondazione oggi non sia vissuta solamente per gli impegni che profonde, ma anche e soprattutto come esempio da seguire per raggiungere obiettivi concreti nel Sociale.

Molti sono i Comuni che si sono gemellati idealmente con lo spirito e gli intenti della Fondazione nel corso degli anni, per cui la Fondazione oggi vuol proporre con questa "charta" un codice deontologico che i Comuni gemellati adottino comunemente. Il gemellaggio avrà validità cinque anni .... trascorso tale periodo si richiederà al Comune di rinnovare l'impegno.

I Comuni devono impegnarsi a far crescere nei cittadini la consapevolezza che è un obbligo civile donare risorse e tempo a sostegno di chi ha bisogno.

Non come atto di buonismo ma come dovere di ogni singolo cittadino e della comunità in cui vive.

Ogni cittadino, in funzione delle proprie attitudini e capacità, deve mettere a disposizione degli altri una parte di esse.

Proprio per far crescere questa consapevolezza, i Comuni si dovranno impegnare a promuovere nelle scuole almeno due incontri all'anno con l'appoggio di associazioni "no profit".

Dovranno inoltre promuovere almeno un incontro annuale con tutte le associazioni "no profit" operanti sul territorio, coinvolgendo la comunità.

Dovranno mettere a disposizione gratuitamente gli spazi pubblici per la raccolta fondi da destinare a tali associazioni.

Dovranno impegnarsi a vigilare sull'operato delle associazioni sostenute attraverso l'esame sistematico dei bilanci di ogni singola iniziativa promossa sul territorio pubblico dalle associazioni stesse.

Si impegnano a mettere a disposizione del pubblico una bacheca nella quale le associazioni sostenute dovranno rendere pubblici i propri bilanci dando conto della propria attività.

I Comuni che intendono aderire a questa "charta" debbono, a vario segno, dare dimostrazione di voler sostenere attraverso le forme più varie i principi di solidarietà, impegno e disponibilità a cui la Fondazione "Città della Speranza" si ispira.

I Comuni dovranno improntare la propria attività in ambito sociale su principi di eticità che avranno quale obiettivo primario il coinvolgimento delle varie forze sociali ed economiche in attività rivolto al terzo settore; ciò promuovendo incontri ed iniziative che dovranno coinvolgere le istituzioni ed i cittadini secondo le proprie disponibilità, a vari livelli e titolo.

Condividendo i principi ispiratori di questa "charta", i Comuni che intendono aderirvi, debbono promuovere nei cittadini la coscienza che le Istituzioni non possono far fronte da sole alle incombenze del "sociale" e che le risorse per fare ciò debbano altresì venir reperite con il contributo e l'impegno di tutta la cittadinanza.